Superbonus: Dal 2024, i crediti saranno distribuiti in 10 anni

13 Mag 2024

La recente stretta sul Superbonus è stata annunciata venerdì sera dal Governo attraverso un emendamento al decreto-legge. Questa modifica sostanziale riguarda l’estensione a dieci anni del periodo per usufruire delle detrazioni fiscali per i lavori di ristrutturazione, a partire dal 2024.

L’attesa per questa modifica era tangibile, complicata dalla confusione e dai dettagli poco chiari che erano emersi nei giorni precedenti, quando il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, aveva lasciato intendere che l’emendamento avrebbe avuto effetti retroattivi, applicabili a tutti i crediti già accumulati, suscitando preoccupazione tra banche e imprese per le conseguenze sui loro piani di investimento.

Tuttavia, l’emendamento presentato chiarisce che le nuove disposizioni saranno retroattive solo per i crediti accumulati nei primi mesi dell’anno in corso. Per i crediti più vecchi, le condizioni rimarranno invariate.

Nel testo dell’emendamento sono previste anche altre novità

I Comuni parteciperanno attivamente al controllo nei cantieri in cui si effettuano lavori con il Superbonus. A partire dal 2028, ci sarà un ulteriore rafforzamento delle agevolazioni per il recupero del patrimonio edilizio e la riqualificazione energetica degli edifici.

Infine, le banche e gli istituti finanziari non potranno più, a partire dal 2025, compensare i crediti del Superbonus con debiti previdenziali.

Analizziamo nel dettaglio, con l’ausilio di una scheda riepilogative, le principali novità contenute nell’emendamento. Ricordiamo che le nuove regole non sono ancora in vigore, in quanto il testo dovrà essere discusso, eventualmente modificato viste le reazioni di alcuni partiti della maggioranza, e infine approvato.

L’iter di approvazione del decreto dovrebbe iniziare mercoledì 15 maggio.

Dl Superbonus: rate spalmate in dieci anni

La principale novità dell’emendamento riguarda la detraibilità delle spese per interventi con il Superbonus, estesa su dieci anni. Questa suddivisione dei crediti del Superbonus su un decennio si applicherà solo alle spese del 2024, limitando la retroattività della misura.

La regola dei “spalmacrediti” non si limita alle spese legate al Superbonus, ma include anche il Sisambonus e il bonus per le barriere architettoniche. Per chi ha usufruito del Superbonus nel 2024 contando di recuperare l’investimento in 4 o 5 anni, adesso il rimborso avverrà invece in 10 anni. Questa modifica rende l’agevolazione fiscale meno allettante per via del prolungamento del periodo di rimborso.

Inoltre, potrebbe scoraggiare i proprietari di case o condomini a effettuare interventi non strettamente necessari. Si prevede che la detraibilità delle spese per interventi con il Superbonus in dieci anni ammonti a quasi 12 miliardi tra il 2024 e il 2025.

Stop alla compensazione per banche e assicurazioni

Nell’emendamento ci sono significative modifiche anche per le banche e le assicurazioni riguardo la gestione dei crediti di imposta. Dal 1 gennaio 2025, sarà vietato alle banche e alle assicurazioni compensare i crediti di imposta ottenuti tramite le opzioni di cessione del credito e di sconto in fattura con i contributi previdenziali, assistenziali, e i premi per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali.

Inoltre, l’emendamento stabilisce che dal 2025 le rate annuali dei crediti di imposta derivanti dalle comunicazioni di cessione o di sconto in fattura saranno suddivise in sei rate annuali di pari importo. Tuttavia, per gli istituti che hanno acquistato le rate dei predetti crediti a un corrispettivo pari o superiore al 75% dell’importo delle corrispondenti detrazioni, la rateazione rimarrà di quattro anni.

Contributi a fondo perduto

Sono stati creati due fondi speciali: uno da 35 milioni per il 2025 per migliorare le zone sismiche e un altro da 100 milioni per migliorare l’efficienza energetica e la struttura degli enti del terzo settore.

Controlli dei Comuni

I Comuni amplieranno i controlli su tutte le agevolazioni, segnalando alle autorità competenti la mancanza degli interventi dichiarati. I Comuni riceveranno il 50% delle entrate.

Bonus ristrutturazioni

Il bonus per le ristrutturazioni subirà una riduzione: a partire dal 2028 passerà dal 50% al 30%, anticipando così la conferma del taglio già pianificato al 36% per il prossimo anno.