SCOPRIAMO I 5 PALAZZI PIÙ BELLI DI MILANO

5 Dic 2021

Palazzi nobiliari commissionati da importanti e facoltose famiglie ci accompagneranno in questo itinerario.

Partendo dal centralissimo Palazzo dei Giureconsulti in piazza Mercanti, si  prosegue con Palazzo Clerici, che conserva un affresco del Tiepolo, e con Palazzo Marino in piazza della Scala. Sempre nel centro storico troviamo Palazzo Belgioioso nella piazza omonima e Palazzo Bagatti Valsecchi, ispirato allo stile signorile del primo Rinascimento che ospita l’omonima casa museo.
Segue una panoramica di stili architettonici: il secentesco Palazzo del Senato, il neoclassico Palazzo Serbelloni, Palazzo Castiglioni, il primo edificio liberty di Milano e Palazzo Isimbardi, con il quale si conclude l’itinerario.

Palazzo dei Giureconsulti

 

 

L’edificio si affaccia su piazza Mercanti, considerato per secoli centro politico e amministrativo della città.
Il palazzo, la cui costruzione dura dal 1562 al 1654, presenta un elegante porticato ritmato da archi alternati a busti di imperatori. La prima pietra è posta Papa Pio IV Medici, che fonda nel XVI secolo il Collegio dei Nobili Dottori, Istituto di carattere amministrativo-giuridico che doveva formare senatori, giudici e capitani di giustizia.
Sulla facciata pregevole una statua di S.Ambrogio con a fianco un altorilievo che rappresenta Orfeo con la cetra.
Dal 1808 al 1901 il Palazzo ospita la prima Borsa Valori di Milano, mentre dal 1911 è sede della Camera di Commercio. Verso la fine degli anni ’80 vengono intrapresi importanti lavori di restauro che interessano il palazzo nella sua totalità. Oggi l’edificio, con i suoi 1700 mq è un vero e proprio centro polifunzionale, attrezzato sia per convegni, sia come location del design e della moda.

Palazzo Marino

 

 

Il Palazzo è commissionato dal conte Tommaso Marino, banchiere e mercante genovese, all’architetto Galeazzo Alessi nel periodo tra il 1557 e il 1563, quale residenza nobiliare per la sua famiglia. Alla morte del conte la famiglia subisce un profondo tracollo economico che culmina nel 1577 col pignoramento del palazzo da parte dell’amministrazione pubblica. Negli anni successivi lo Stato riesce a vendere il palazzo, in forte degrado, agli eredi del banchiere Omodei che lo restaurano in parte, ma non lo abitano. Il palazzo continua dunque a essere chiamato “dei Marino”. Nel 1781 lo Stato riacquista lo stabile e autorizza una serie di restauri sotto la supervisione del Piermarini.
All’indomani dell’Unità d’Italia (1861) l’edificio diventa la sede centrale del Comune. Ciò che si ammira oggi affacciato su piazza della Scala è il risultato di un importante restauro operato da Luca Beltrami nel 1892 e di quello effettuato subito dopo la fine dell’ultima guerra, per riparare i danni subiti durante i bombardamenti del 1943, soprattutto nel Salone Alessi.
A Palazzo Marino, a fianco delle attività proprie dell’Amministrazione Comunale, trovano spazio eventi culturali rivolti ai cittadini. Oltre alle sale già visitabili quali il Cortile d’Onore, Sala Alessi, Sala Marra, Sala del Consiglio Comunale, Sala dell’Orologio e Sala Giunta, sono previste in prossima apertura quattro nuove sale: delle Tempere, degli Arazzi, Trinità e
Risurrezione, tutte completamente restaurate e pronte per essere ammirate.

Palazzo Clerici

 

 

La famiglia Clerici lo acquista e lo abita nel periodo che va dalla seconda metà del ‘600 alla fine del ‘700, consolidando così la propria influenza e potenza nel periodo della dominazione austriaca. In questi anni il palazzo è una delle dimore più lussuose della città.
Presenta una facciata dall’aspetto sobrio che contrasta con la ricchezza decorativa degli interni. La parte centrale della facciata è costruita in modo da rendere più agevole l’accesso delle carrozze all’interno del cortile. Lo scalone d’onore presenta, unico tra i palazzi milanesi, una serie di statue femminili vestite all’orientale.
Nel 1740, Giorgio Antonio Clerici affida a Giambattista Tiepolo l’incarico di decorare la volta della galleria di rappresentanza.
L’affresco di Tiepolo rappresenta “La corsa del carro del Sole” attraverso il cielo, abitato dalle divinità dell’Olimpo e circondato da creature terrestri che simboleggiano i continenti. La “boiserie”, che tappezza tutta la sala, costituisce la testimonianza dello sfarzo e della raffinatezza artistica raggiunti nel XVIII secolo in Lombardia nell’arte dell’intaglio.

Casa degli Omenoni

 

 

La casa è situata nella via omonima proprio dietro Piazza San Fedele. Il nome le deriva dagli otto “omenoni”, (grandi uomini) scolpiti sulla facciata da Antonio Abondio.
La costruzione del palazzo risale a Leone Leoni, scultore imperiale al servizio di Carlo V d’Asburgo e Filippo II di Spagna. L’artista, nominato scultore della Zecca di Milano nel 1542, acquistò la proprietà nel 1549 e nel 1565 avviò la costruzione dell’attuale palazzo, facendone la propria abitazione.
La facciata è composta da due piani e da un attico, di epoca posteriore. Al piano terreno troviamo gli otto colossali telamoni in pietra, che probabilmente rappresentano barbari sconfitti, ispirati alla Roma classica. Al di sopra delle loro teste sono indicate le stirpi alle quali appartengono. Al piano nobile colonne si alternano a nicchie e finestre cui nell’Ottocento furono aggiunti i balconcini. Nella zona centrale del fregio un rilievo allude al
casato dei proprietari in particolare al loro carattere aggressivo. Nell’interno, restaurato dal Portaluppi nel 1929, un bel cortile a pianta rettangolare.
Questo palazzo è ancora sede di un esclusivo Circolo per soli uomini aperto nel 1901. Si tratta di un ritrovo per la più operosa borghesia e aristocrazia illuminata di Milano e dintorni: alle origini proprietari terrieri, avvocati, medici, ingegneri, industriali del tessile appassionati allo stesso modo di impresa e di sport, eleganti ed esigenti gentiluomini membri delle famiglie più influenti tra cui Turati, Pirelli, Sforza, Agnelli, Moratti e Tronchetti Provera

Palazzo Belgioioso

 

 

Palazzo Belgioioso, ispirato alla Reggia di Caserta, è un edificio caratterizzato da eleganza, stile e rigore ed è considerato, insieme al Teatro alla Scala, una delle migliori espressioni dell’architettura neoclassica a Milano. Fu realizzato nel 1787 da Giuseppe Piermarini per il principe Alberico XII di Belgioioso d’Este.
La facciata, la cui sontuosità risponde ai propositi di grandezza del committente, presenta un rivestimento caratteristico dell’architettura rinascimentale (bugnato) sul quale si impostano i due ordini superiori.
Quattro colonne giganti dominano la parte centrale, eleganti bassorilievi con simboli araldici sormontano le tante finestre.
Di particolare valore è lo scalone decorato con classici vasi a calice.
Le decorazioni originali dell’interno sono state progettate dal Piermarini ed eseguite da artisti neoclassici del periodo. Al piano nobile, oltre alla cappella di palazzo, c’è la “cipriera”; piccola stanza da toilette dove i nobili si facevano incipriare la parrucca.
Alberico XII di Belgioioso d’Este fu un importante collezionista di libri e opere d’arte e fece di questa casa un salotto culturale frequentato da illustri artisti e letterati dell’epoca, tra cui spiccano i nomi di Parini e Foscolo.
Da una ventina d’anni è proprietà privata e non è visitabile.

Fonte: it.latuaitalia.ru