Pannelli fotovoltaici nelle aree comuni, un privato può installarli?

13 Mar 2023

Stando alle indicazioni contenute nell’ultima direttiva della Commissione europea in tema di salvaguardia ambientale e contrasto al cambiamento climatico, entro il 2050 tutti gli edifici presenti sul territorio del Vecchio Continente dovranno essere ad emissioni zero, mentre quelli già esistenti dovranno diventarlo entro il 2030.

Un processo fatto di grandi trasformazioni architettoniche che dovrà necessariamente passare attraverso un genere rifacimento di pareti, infissi e rivestimenti degli immobili.

Ma anche da un incremento del numero di impianti per le energie rinnovabili, in particolare dei pannelli fotovoltaici, in modo da ridurre al minimo le emissioni di gas serra.

È possibile installare i pannelli fotovoltaici sul tetto del condominio per riscaldare la propria abitazione?

In merito a quest’ultima soluzione, sono ormai moltissimi in tutta Italia i cittadini che scelgono di installare i pannelli sul tetto della propria abitazione. Ad abbracciare questa soluzione sono soprattutto quelle famiglie che, per decenni, hanno utilizzato impianti a metano per riscaldare casa.

I problemi nascono quando la persona intenzionata a passare al fotovoltaico vive in un contesto condominiale.

In particolare, possono nascere liti e dissidi con gli altri proprietari presenti all’interno del palazzo quando si dichiara l’intenzione di installare i pannelli anche negli spazi comuni.

Pannelli solari, gli obblighi per chi decide di installarli nel condominio

Nei casi come questo, la normativa in materia è molto chiara e non lascia spazio a molteplici interpretazioni: anche qualora l’assemblea condominiale si esprima contro l’installazione dei pannelli fotovoltaici sopra le aree comuni, il proprietario che intende inserirli per riscaldare la propria abitazione ha comunque la facoltà di farlo.

Infatti, secondo la legge, i suoi unici obblighi sono sostanzialmente due:

  1. dare comunicazione preventiva all’amministratore, che dovrà poi riportarla in sede di riunione;
  2. non modificare la conformazione delle aree comuni su cui si interviene, evitando in ogni modo di alterare la possibilità dei condòmini di usufruirne liberamente.