Case stampate in 3D e pronte in 48 ore? Adesso è possibile!

24 Giu 2024

Negli ultimi anni, la tecnologia delle stampanti 3D ha rivoluzionato vari settori, come l’industria automobilistica e la medicina, ma l’edilizia ha subito una trasformazione particolarmente significativa.

Costruire abitazioni stampate in 3D in soli 48 ore è una svolta rivoluzionaria nel campo della costruzione abitativa. Questa non è più solo una visione futuristica, ma una realtà concreta e accessibile che si sta diffondendo in diverse parti del mondo.

Partendo da un progetto presente nel Guinness World Records, esploriamo insieme la struttura delle case stampate in 3D e il futuro dell’edilizia.

Come funziona la stampante 3D

Il funzionamento di una stampante 3D si basa sul medesimo principio di base: un modello digitale tridimensionale viene trasformato in un oggetto fisico attraverso la deposizione di materiale strato dopo strato. Ecco come avviene il processo:

  • Si inizia creando un modello 3D digitale dell’oggetto da produrre.
  • Il modello viene poi elaborato con un software specifico che lo suddivide in strati orizzontali, noto come “slicing”.
  • Questi strati corrispondono alle singole sezioni di materiale che la stampante utilizzerà per creare l’oggetto.
  • La struttura a strati viene trasformata in una serie di istruzioni in linguaggio macchina, contenute in un file chiamato G-code, che la stampante 3D può interpretare.

Una volta generato il file G-code, viene inviato alla stampante che avvia il processo di stampa.

Come sono fatte le case stampate in 3D?

L’estetica delle pareti è unica, poiché la tecnica di stratificazione dei materiali rimane visibile durante la costruzione e nel risultato finale. Le forme curve delle pareti contribuiscono a un design distintivo, che varia a seconda del progetto architettonico scelto.

Vi sono anche differenze più sottili e non immediatamente riconoscibili. Ad esempio, le case stampate in 3D non richiedono l’uso di casseforme come nei metodi convenzionali. Il calcestruzzo si solidifica rapidamente e diventa stabile senza la necessità di supporti.

Il principale vantaggio delle case stampate in 3D è la velocità di costruzione, che dipende dal modello della stampante utilizzata e può variare da 25 centimetri a un metro al secondo. Questo metodo consente di accelerare il processo complessivo, consentendo attività di installazione parallele durante la stampa 3D.

Questa sinergia tra le fasi di costruzione riduce significativamente i costi complessivi dell’abitazione. Con una stampante 3D, sono necessari solo due operatori qualificati per gestire la stampante e fornire assistenza, riducendo i costi di produzione e garantendo la sicurezza dei lavoratori.

Il progetto dell’ASCC

Numerose aziende hanno già sfruttato la stampa 3D per la costruzione di abitazioni e strutture. Recentemente, è stato avviato un programma per la realizzazione di un intero quartiere con questa tecnologia.

Il mese scorso, l’Advanced Structures and Composites Center (ASCC) presso l’Università del Maine ha presentato la stampante 3D più grande al mondo.

L’obiettivo ambizioso è costruire circa 80.000 nuove abitazioni entro il 2030.

La stampante, riconosciuta dal Guinness World Records come il “più grande prototipo di stampante 3D polimerica al mondo”, sarà impiegata per costruire un nuovo quartiere nel Maine. Dopo i test superati con successo, l’università ha presentato la “BioHome3D” alla fine del 2022, una casa unifamiliare realizzata in 3D con fibra di legno riciclata e bioresina.

Il risultato è una struttura in legno dal design elegante e moderno, ispirato all’estetica scandinava. Queste abitazioni, realizzate con materiali biologici, sono un’innovazione unica poiché i materiali sono riciclabili e sostenibili.

L’ASCC prevede di avviare la produzione di queste abitazioni nel 2025. Attualmente, si sta concentrando sull’integrazione dei sistemi di cablaggio e impianti idraulici all’interno delle strutture stampate.

Non vediamo l’ora di scoprire se l’ASCC raggiungerà i suoi ambiziosi obiettivi.