Barriere Architettoniche: ecco come cambia il Bonus nel 2024

8 Apr 2024

Il Governo ha stretto il controllo sui bonus edilizi

Con il Decreto Legge n. 212, approvato dal Consiglio dei Ministri il 29 dicembre 2023 (Decreto Superbonus), sono state introdotte diverse novità riguardanti gli incentivi per interventi edilizi, e non tutte sono positive.

Dal 2024, il Bonus del 75% per le barriere architettoniche subirà cambiamenti significativi.

Vediamo insieme in che modo:

Quali sono gli interventi ammessi al Bonus barriere architettoniche

Il primo punto su cui concentrarsi riguarda i tipi di interventi ammissibili per continuare a beneficiare del Bonus del 75% per la rimozione delle barriere architettoniche, come stabilito dall’articolo 119 ter del decreto legge n. 34/2020 (Decreto Rilancio).

Il governo ha limitato le opere che possono beneficiare di questo incentivo fiscale rispetto alla versione originale. Il bonus, inizialmente mirato alla rimozione generale delle barriere architettoniche, non potrà più essere utilizzato per sostituire infissi o ristrutturare il bagno.

L’obiettivo è porre fine a un uso improprio di questo bonus che, insieme al Superbonus, ha avuto un impatto negativo sulle finanze pubbliche.

Da quest’anno, saranno ammessi solo interventi relativi a scale, rampe, ascensori, servoscala e piattaforme elevatrici per ottenere il bonus. Coloro che sosterranno tali spese entro il 31 dicembre 2025 potranno beneficiare di una detrazione del 75%, a condizione che siano documentate correttamente.

Una novità introdotta quest’anno riguarda i pagamenti, che dovranno avvenire tramite bonifico parlante, seguendo le indicazioni dell’Agenzia delle Entrate per il bonus ristrutturazioni.

Sconto in fattura e cessione del credito solo in alcuni casi

Sono state introdotte nuove disposizioni per il Bonus barriere architettoniche al 75%, che ora prevedono restrizioni riguardo all’uso dello sconto in fattura o cessione del credito. Le opzioni alternative sono state rese disponibili solo in circostanze specifiche indicate nel provvedimento, con modifiche all’articolo 2, comma 1-bis del Decreto Cessioni.

Le opzioni alternative saranno applicabili per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2023 nei seguenti casi:

  • Condomini per interventi sulle parti comuni di edifici ad uso prevalentemente abitativo;
  • Persone fisiche per interventi su edifici unifamiliari o unità abitative in edifici plurifamiliari, a condizione che il richiedente sia proprietario o abbia un diritto reale sull’immobile, che l’unità sia adibita ad abitazione principale e che il reddito non superi i 15.000 euro o vi sia un familiare con disabilità ai sensi della legge 104.

Al di fuori di queste situazioni specifiche, l’unica modalità per usufruire del bonus per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2023 sarà la detrazione fiscale in cinque rate annuali nella dichiarazione dei redditi.

Obbligo di asseverazione

Inoltre, sono stati introdotti maggiori vincoli anche per i casi in cui il bonus del 75% è ancora valido. Per ottenere il beneficio, sarà richiesta un’apposita certificazione da parte di un professionista tecnico esperto nel settore, che attesti il rispetto dei requisiti tecnici stabiliti dal regolamento del Ministero dei Lavori Pubblici n. 236 del 14 giugno 1989.

Chi potrà fruire delle vecchie regole

Pur essendo innegabile che il numero di persone che possono beneficiare del bonus del 75% sia stato drasticamente ridotto, c’è una buona notizia: non tutto è perduto per tutti i contribuenti.

In alcuni casi, le normative ancora consentono di usufruire della detrazione o dello sconto in fattura/cessione del credito con un’aliquota del 75%.

Le normative precedenti, in vigore prima delle nuove regole, si applicano alle spese sostenute per interventi per i quali, prima dell’entrata in vigore del Decreto Superbonus:

  • è stata presentata la richiesta di un titolo abilitativo, se obbligatorio;
  • i lavori sono iniziati, se il titolo abilitativo non era richiesto;
  • è stato stipulato un accordo vincolante tra le parti per la fornitura di beni e servizi e l’acconto sul prezzo è stato versato, nel caso in cui i lavori non siano ancora iniziati.