Anticipo TFR prima casa nel 2023: tutte le informazioni da sapere

11 Set 2023

Per l’acquisto della prima casa lo Stato italiano mette a disposizione diverse misure d’aiuto rivolte, in particolare, a giovani famiglie. È importante notare che sono rare le occasioni in cui un mutuo bancario viene concesso per l’intero acquisto dell’immobile: è necessario quindi cercare liquidità altrove. Uno degli strumenti a disposizione per gli acquirenti di un primo immobile è l’anticipo TFR per la prima casa, una percentuale del Trattamento di Fine Rapporto (detto anche liquidazione) disponibile per i dipendenti pubblici. Il TFR prima casa è solo una delle opzioni per cui si può presentare richiesta al datore di lavoro, che può concedere un anticipo TFR anche per spese sanitarie o per ristrutturare casa.

Per richiedere un anticipo del TFR per prima casa è fondamentale il rispetto di determinati requisiti e delle tempistiche specifiche individuate. Stando a tali informazioni, si può affermare che si tratta di uno strumento non aperto a tutti e non erogabile liberamente dal datore di lavoro, soggetto a un limite del 10% agli aventi diritto.

Che cos’è l’anticipo TFR prima casa?

Con il termine Trattamento di Fine Rapporto (o TFR) si intende quella somma di denaro che spetta a qualsiasi dipendente in caso di cessazione del rapporto di lavoro, a prescindere dalle motivazioni. Il 13,5% del salario annuale viene trattenuto periodicamente dallo stipendio del dipendente e affidato o all’azienda o a un fondo previdenziale.

A fronte di una necessità urgente è possibile farne richiesta nel periodo precedente alla data effettiva di fine del rapporto lavorativo. L’anticipo TFR per prima casa corrisponde a non oltre il 70% della somma accumulata dal dipendente ed è rivolta all’acquisto di un primo immobile per chi non ne possiede altri.

Requisiti per ottenere l’anticipo del TFR prima casa

L’accesso all’anticipo del TFR per prima casa non è sempre dovuto e necessita di alcuni requisiti, volti principalmente a tutelare il datore di lavoro. L’art. 2120 del Codice civile si occupa di regolamentare l’accesso in questo modo:

  • si può usufruire dell’anticipo TFR per prima casa solo una volta nel corso dell’esperienza professionale;
  • il dipendente deve aver accumulato minimo 8 anni di lavoro con lo stesso datore di lavoro;
  • la percentuale di anticipo TFR prima casa che può essere richiesta non deve superare il 70% della somma totale;
  • le richieste di anticipo TFR vengono soddisfatte annualmente per il 10% degli aventi diritto e per non oltre il 4% dei dipendenti dell’azienda.

Analizzando il secondo requisito, bisogna specificare che la norma di riferimento specifica la possibilità di ottenere un anticipo TFR prima casa con meno di 8 anni accumulati grazie a un accordo individuale tra le parti. L’anticipo TFR per la prima casa può essere impiegato solo per l’acquisto di un primo immobile intestato al richiedente stesso o per i suoi figli maggiorenni.

L’anticipo sul TFR prima casa per dipendenti pubblici è regolato in modo differente: gli iscritti alla Gestione unitaria delle Prestazioni Creditizie e sociali possono infatti presentare la domanda per l’anticipo TFR e TFS (Trattamento di Fine Servizio) in via telematica e con la possibilità di richiedere l’intero importo anticipato. L’anticipo TFR per prima casa, da febbraio 2023, prevede questa nuova modalità di anticipo che si affianca a quella ordinaria e a quella agevolata.

Quando si può chiedere l’anticipo di TFR per la prima casa?

I regolamenti attuali in materia di tempistiche per l’anticipo TFR prima casa, al 2023, stabiliscono il minimo di anzianità di servizio per uno stesso datore di lavoro di almeno 8 anni, con la possibilità di deroga con un accordo individuale.

Dopo l’avvenuta richiesta del dipendente, il datore di lavoro impugnerà la richiesta anticipata d’acquisto entro qualche settimana, in cui verificherà la presenza di tutte le condizioni per poter concedere un anticipo TFR per acquisto della prima casa.

Anticipo TFR prima casa: tutti i documenti necessari

La domanda di anticipo TFR per acquisto della prima casa va presentata al datore di lavoro, ovvero colui che si occuperà di trattenere l’anticipo di TFR fino a quando non consegneremo ufficialmente una richiesta di TFR per prima casa, tramite un modulo debitamente compilato. La domanda dovrà contenere i dati anagrafici del richiedente con una copia della carta di identità, il numero di anni di lavoro e la percentuale di anticipo di TFR per la prima casa.

A questi dati andrà accompagnata una documentazione che sia in grado di dimostrare chiaramente la procedura di acquisto dell’immobile e, più nello specifico, dei seguenti documenti:

  • atto notarile che riconosca che si tratta della prima e unica richiesta di anticipo TFR per prima casa;
  • dichiarazione dei redditi, o più generalmente l’atto notorio che certifichi di non essere già proprietari di altri immobili;
  • rogito notarile o un contratto preliminare, fondamentale per dimostrare l’avvenuta o futura compravendita della prima casa. In particolare, ci si serve dell’uno o dell’altro documento a seconda dello stato di avanzamento della fattispecie burocratica;
  • il certificato di residenza, nel caso in cui il richiedente ne sia già in possesso.

I documenti necessari in caso di ristrutturazione della casa con anticipo TFR vanno integrati con la concessione edilizia e le fatture per l’acquisto dei materiali.

Alcune indicazioni sulla tassazione dell’anticipo TFR

L’anticipo TFR per l’acquisto della prima casa è soggetto ad una ritenuta a titolo di imposta dell’11%, riducibile dello 0,30% ogni anno di versamenti dopo il quindicesimo. Tale importo è considerato al netto dei redditi imponibili.

Naturalmente, la quota di TFR di fine del contratto non includerà questo anticipo TFR per la prima casa e continuerà ad essere raccolto dal 13,5% dello stipendio annuale del dipendente. La tassazione prevede anche l’applicazione dell’aliquota IRPEF di riferimento.